Happy new fear
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Dopo i giorni di pausa (obbligata ma non per questo mal accolta), riteniamo necessario tirare le somme dei mesi passati insieme a lottare contro un sistema che non condividiamo e che non accettiamo.
Abbiamo iniziato con la battaglia contro la legge 133, una legge omicida per l’università pubblica e per la ricerca; abbiamo continuato per la nostra strada di crescita collettiva, di costruzione di consapevolezza e di formazione. I risultati, è bene sottolinearlo, ci sono stati.
Per la prima volta dopo molti anni di totale silenzio, abbiamo riportato all’interno dell’università una discussione politica circa i temi che riguardano noi studenti ed il nostro futuro. Questo ritorno del politico all’interno degli spazi universitari è un risultato di enorme portata, in quanto passo fondamentale per la costruzione collettiva di un futuro che può e deve appartenerci ed essere a noi somigliante; allo stesso tempo, tuttavia, questo non è che il primo piccolo passo verso obiettivi più grandi e più ambiziosi.
Il nostro movimento vuole essere portatore di un risveglio civile e culturale della società tutta, passaggio irrinunciabile per riappropriarci di un futuro certo e dignitoso. “Noi la crisi non la paghiamo” significa anche questo: significa riunirci, per ribadire di non essere disposti a pagare per chi gioca al massacro con il nostro futuro; significa legittimarci all’interno della società per quello che siamo, un movimento nuovo foriero di cambiamenti nuovi e necessari; significa, dunque, ribellarci allo status quo che vuole cancellare il futuro in cambio del profitto.
Il polo forlivese non aveva mai conosciuto una mobilitazione di tale ampiezza ed intensità: riteniamo indispensabile continuare sulla strada della protesta e della proposta, come abbiamo fatto in questi mesi, arricchendo ancora di più il movimento attraverso le idee e le proposte di quanti più studenti vorranno unirsi a noi. Quello che è stato fatto in questi mesi è innanzitutto un punto di partenza, che in quanto tale lascia aperte le porte a nuovi progetti e a nuovi spunti.
Ora più che mai, la struttura di cui il movimento è riuscito faticosamente a dotarsi deve essere capace di agire allo stesso tempo da veicolo di pubblicità per le riflessioni e le idee degli studenti e da forza propulsiva per la continuazione di quella discussione collettiva che insieme abbiamo iniziato dentro e fuori gli spazi dell’università.
Possiamo e dobbiamo allora pensare di utilizzare la voce collettiva a cui abbiamo dato il nome di Studenti in Movimento per ampliare la portata di ciò che noi percepiamo come crisi, sia essa culturale, economica, politica o sociale; dobbiamo utilizzare la nostra voce per produrre contenuti, critici e innovativi, volti all’approfondimento e capaci di analisi.
Per il nuovo anno stiamo preparando diverse iniziative, workshop, seminari e inchieste per continuare il nostro lavoro di costruzione di un’alternativa alla soffocante sterilizzazione culturale della società attuale. Allo stesso tempo, stiamo pensando a nuove forme di protesta e di lotta, per rendere visibile il nostro dissenso verso chi oggi tenta quotidianamente di soffocare ogni forma di pensiero critico e libero.
Il nostro anno nuovo sarà un anno di riappropriazione di quegli spazi di libertà che nel corso degli anni si sono persi, sarà un anno di impegno volto a strutturare le nostre risposte ai problemi complessi che animano la nostra società, ribadendo ancora una volta il nostro più totale rifiuto per chi a problemi esistenti risponde con soluzioni di facciata, fittizie e senza alcuna giustificazione strutturata e convincente, come accaduto con la legge 133/08.
Continueremo la lotta, insieme, consci dei piccoli successi riportati sul nostro territorio, consapevoli dell’enorme battaglia culturale, civile e sociale che ancora ci attende, e consapevoli che, insieme, riusciremo a ridare dignità e a riappropriarci della cultura che ci appartiene, che è strumento di elevazione sociale e valore imprescindibile e inavocabile della società intera.
Studenti in movimento
no133forli.tumblr.com